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Mobilità elettrica, una mappa e un network per lo sviluppo

Un problema che sconta la mobilità elettrica è legato allo sviluppo delle infrastrutture di ricarica. Per risolverlo viene in aiuto la tecnologia. Un esempio è evway, una mappa virtuale a portata di smartphone. Si tratta infatti di una piattaforma su misura per EV-driver, in formato app. Con 145mila punti di ricarica mappati, si presenta con tutti i requisiti in regola per essere la mappa “più completa e interoperabile d’Europa”. Lo dichiara Route220, startup realizzatrice, che segnala anche come questo servizio voglia accompagnare il cliente nella sua esperienza di ricarica. Questa realtà italiana è attiva come Charge Point Operator certificato, il secondo operatore più importante d’Italia, indipendente e anche interoperabile con i principali network in Europa.

A oggi i punti di ricarica Route220 sono più di 200 sul territorio. Sul proprio sito web ci tiene a sottolineare che:

“Le stazioni di ricarica installate sul territorio recepiscono tutte le normative europee e italiane e permettono la ricarica e la riscossione del prezzo attraverso la piattaforma evway.”

Franco Barbieri, presidente e manager della startup, premiata di recente con l’Assodel Industry Award, ci illustra a che punto siamo in Italia e in Europa con le infrastrutture per gli Electric Vehicle.

Franco Barbieri
Franco Barbieri Route220 evway

A proposito di mobilità elettrica, che situazione mostra la mappa tracciata da Evway ?

È bene fare una premessa. La ricarica elettrica si divide in due tipi: una domestica/aziendale e una privata ad accesso pubblico. La prima riguarda l’80% degli utenti ed è una presa “base” anche se dotata di sistemi di controllo delle potenze disponibili. La colonnina di secondo tipo deve essere smart, ovvero non solo comunicare all’utente dove si trova, ma in che stato è – attiva, occupata, prenotabile ecc. – deve riconoscere l’utente, debitamente registrato, e presentare una modalità di pagamento (o essere gratuita), deve essere quindi interconnessa con la smart city.

In quest’ultima categoria appartengono anche quelle di evway by Route 220, che in più sono interoperabili, ovvero accessibili da utenti internazionali dei svariati operatori di ricarica. Gli automobilisti che fanno parte del nostro network potranno quindi andare a fare il pieno nei nostri “distributori” o in ogni parte d’Europa. Al momento siamo gli unici operatori di questo tipo in Italia, anche se altri player stanno iniziando ora a percorrere la stessa strada da noi tracciata già 4 anni fa.

In generale, a oggi le “prese” in Italia sono circa 6.900, di queste circa 3.500 sono a norma (hanno prese stabilite secondo standard e potenza sufficiente); solo 500 sono interoperabili, ovvero gestibili da più di un operatore.

In Europa quanti sono i punti di ricarica e i Paesi più avanzati?

In Unione Europa ci sono circa 145mila prese. I Paesi più avanzati in mobilità elettrica sono Olanda, Francia e Germania, con circa 30mila colonnine di ricarica ciascuno. Ma la situazione varia in ogni contesto: per esempio, l’Olanda conta su stragrande maggioranza di prese con potenza 3,7 kV che vanno bene per le ibride plug in, ideali quindi per le esigenze degli automobilisti nazionali, mentre in Francia e Germania si stanno sviluppando importanti reti di ricarica FAST (almeno 50kW in DC) presso le reti autostradali; tutte situazioni con presenza di multi-operatori, con regole chiare e rispettate da tutti.

Oltre a Route220 quanti sono i network analoghi in Europa?

I Charge Point Operator che gestiscono colonnine, acquistandole e gestendole come un distributore tradizionale di carburante sono circa 170, di svariate dimensioni, missione e derivazione aziendale. Di questi, come detto, più di 110 hanno deciso di aderire al concetto di interoperabilità sopra descritto. Non tutti offrono accesso sia con app che con carte RFID, ma è già importante che siano visibili e accessibili con almeno uno dei sistemi indicati, per non godersi il viaggio dappertutto.

In occasione della tavola rotonda organizzata da Assodel, in tema Smart City e IoT, Barbieri è intervenuto come relatore. Nell’occasione ha segnalato:

“In Italia, a proposito di mobilità elettrica e smart, si ha purtroppo una deriva in ottica locale, con operatori locali che disdegnano l’interoperabilità e preferiscono avere il controllo degli “utenti occasionali” invece che puntare allo sfruttamento della infrastruttura e al legame con il territorio, oltre che alla integrazione. Invece, evway si basa sull’esperienza di ricarica: noi infatti attraverso l’app portiamo clienti alla colonnine e promuoviamo il territorio e gli stakeholder collegati. Porto l’esempio della colonnina di TrentoStazione che permette a chi effettua una ricarica di ricevere sempre via app un ingresso digitale per scoprire il Museo del Buon Consiglio. Certamente 20 o più minuti spesi bene, invitati dal territorio, scoprendo cose nuove ogni volta”

mappa evway by Route220
Alcune immagini evway: l’app, il buono omaggio, l’infrastruttura di ricarica

Mobilità elettrica, Smart City, IoT saranno temi trattati a ILLUMINOTRONICA (Bologna Fiere, 29/30 novembre – 1 dicembre)

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