Più sicurezza nel Retail grazie alle nuove tecnologie

Un recente studio Crime & Tech dell’Università Cattolica di Milano, realizzato insieme a Checkpoint Systems, ha scattato una fotografia del fenomeno dei furti e della relativa sicurezza nel retail (negozi e centri commerciali). Quali sono i prodotti più rubati in Italia? Come possono difendersi i retailer? E quali misure tecnologiche dovrebbero adottare?

 

Sicurezza nel retail in Italia: i risultati della ricerca

Il costo complessivo degli oggetti rubati l’anno scorso nel retail in Italia ammontano a 2,3 miliardi di euro. Una bella somma che, messa insieme agli investimenti effettuati dai negozianti in sistemi di protezione o antifurto, arriva a coprire l’1,6% del fatturato totale. Ovvero 3,4 miliardi di euro, quasi 60 euro ad abitante. Questo è il costo stimato della sicurezza nelle aziende del retail. Un risultato offerto da un’analisi condotta su oltre 8mila punti vendita in tutta Italia.

Tra i prodotti più rubati troviamo alcolici, dolci, cibo in generale, pelletteria, profumi, calzature ed apparecchi elettrici.

A essere più sotto tiro sono i negozi situati in zone periferiche o in comuni più piccoli ma anche i centri commerciali, ritenuti particolarmente vulnerabili a causa dei ridotti investimenti in sicurezza.

La videosorveglianza, i sistemi di allarme, le etichette antitaccheggio e le guardie sono i sistemi più utilizzati dalla quasi totalità dei retailer, ma stanno emergendo nuove soluzioni per lo smart retail come sensori per le borse schermate, figure specializzate formate per riconoscere e prevenire i tentativi di furto, software predittivi capaci di indicare i negozi più a rischio ecc.

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Fonte: Crime & Tech, La sicurezza nel retail in Italia, 2017

Qualche dato a livello mondiale

Anche a livello mondiale, secondo il Global Retail Theft Barometer, i furti da parte dei dipendenti e i taccheggi rappresentano il 77% delle perdite totali e i dati rilevano un aumento costante del fenomeno (+10% in due anni).

Il valore di perdite nel periodo 2015-2016 è stato di 123,39 miliardi di dollari. Secondo la National Association for Shoplifting Prevention, ogni giorno nel mondo svaniscono circa 35 milioni di beni dai negozi.

E sempre secondo altri analsti, i punti vendita della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e GDS (Grande Distribuzione Specializzata) sono i più colpiti da furti e i responsabili sono spesso i dipendenti (che però non possono essere controllati troppo da vicino per problemi di privacy).

 

Nuove tecnologie per negozi più sicuri

Le tecnologie per implementare sistemi di sicurezza nel retail avanzano introducendo nuovi strumenti e dispositivi legati all’Intelligenza Artificiale, alla realtà virtuale e all’Internet of Things. Il punto di partenza resta quello di raccogliere e analizzare dati, in questo caso sulle attività criminali, per definire attraverso software specifici i parametri di rischio di un punto vendita, di un luogo o di un quartiere.

L’analisi dei dati permette di capire l’indice di vulnerabilità di un certo punto vendita e, di conseguenza, le misure di sicurezza da implementare, come dispositivi dotati di software di machine learning e (ovviamente) telecamere per la videosorveglianza, purchè intelligenti, ovvero collegate in una rete. Anche i sensori (di presenza e di movimento) possono aiutare a raccogliere dati in certe parti dello store o dell’area commerciale, magari più nascoste.

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Telecamere sempre più intelligenti

È evidente che le videocamere hanno un ruolo determinante nel controllo di quello che succede in un negozio. Possono essere utili ai fini di marketing, conteggiando il numero di persone presenti all’interno del punto vendita o intorno a un certo prodotto oppure profilando la clientela. Grazie alla tecnologia in alta definizione (n grado di fornire ingrandimenti e riconoscimenti facciali nitidi) e al software intelligente, possono rappresentare non solo un occhio ma anche una testa pensante in più, fornendo dati che poi saranno analizzati, gestiti e archiviati, ma anche lanciando un eventuale allarme.

In Giappone stanno addirittura sperimentando una telecamera di videosorveglianza dotata di intelligenza artificiale, in grado di riconoscere i potenziali taccheggiatori. Come? Leggendo i movimenti degli occhi e le espressioni del viso. AI Guardman, questo il nome del prodotto, avrebbe già ridotto del 40% i furti nei negozi che hanno partecipato al test.

La telecamera utilizza un codice open source per analizzare il linguaggio del corpo dei clienti. Nel caso il comportamento e i movimenti vengano associati ad atteggiamenti sospetti, il negoziante riceve una notifica tramite app su smartphone, con anche foto del sospetto e la sua posizione.

Di smart retail, sicurezza, videosorveglianza intelligente e nuove tecnologie digitali si parlerà a ILLUMINOTRONICA, la fiera dedicata all’integrazione e all’IoT in programma dal 29 novembre all’1 dicembre a BolognaFiere.
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