Neuromarketing: un alleato della tecnologia in ambito retail

Neuromarketing: un alleato delle tecnologie in ambito retail

Recenti studi affermano che attraverso i nostri sensi siamo esposti a circa 11 milioni di bit di informazioni al secondo. Il problema è che un essere umano è in grado di elaborare solo (circa) 50 bit di tali informazioni, ignorando gli input rimanenti.

Questa sovrabbondanza di informazioni porta ad un collo di bottiglia dell’attenzione. Infatti, secondo uno studio condotto da Microsoft, la nostra soglia di attenzione è minore a quella di un pesce rosso. È dimostrato che l’eccessivo flusso di informazioni abbassa sia la nostra attenzione, appunto, sia la capacità di concentrazione.

Si sta creando un gap crescente tra la quantità di informazioni che incidono sul nostro cervello e la capacità del cervello di prestare attenzione, questo perchè l’attenzione è una risorsa scarsa che non può crescere. Nel prossimo futuro le aziende che riusciranno ad acquisire l’attenzione dei propri clienti saranno quelle che avranno investito in progetti di prodotto e di comunicazione studiati con il neuromarketing” ci spiega Francesco Gallucci, Vice presidente di Ainem – associazione italiana di Neuromarketing.

Per questo motivo, i professionisti del marketing puntano sempre più al Digital Signage, un canale decisamente efficace per attirare l’attenzione dei consumatori e trasmettere con più successo la loro pubblicità.

Digital Signage

Gli schermi LCD fanno ormai parte integrante della comunicazione nei luoghi di commercio, inaugurando l’era del Digital Signage.

Si tratta sicuramente di un salto tecnologico fondamentale per il settore retail. Grazie al Digital Signage, infatti, le aziende possono dotarsi di nuovi canali di comunicazione, attraverso i quali il punto vendita può parlare con i propri clienti direttamente nel luogo (fisico) dove avviene l’acquisto.

Il Digital Signage consente di semplificare il linguaggio della comunicazione e di raccontare le storie dei prodotti e dei brand, grazie a tecniche di storytelling.

Con il Digital Signage si crea un retail immersivo, che si concentra più sul coinvolgimento del cliente a livello emozionale che sulla mercanzia, grazie ad una tecnologia che stimola i sensi, per creare esperienze di shopping indimenticabili.

Neuromarketing

Il neuromarketing è una disciplina del marketing e dell’economia comportamentale che applica i principi della neuroscienza.

Lo scopo principale è analizzare i processi irrazionali che avvengono nella mente del consumatore e che influiscono inconsapevolmente sulle decisioni di acquisto o sul coinvolgimento emotivo nei confronti di un brand.

Il neuromarketing può consentire alle aziende di avere prodotti e comunicazioni sempre più efficaci e allo stesso tempo aiutare i consumatori, o meglio i loro cervelli, a trovare in modo semplice e non dispendioso sul piano cognitivo i prodotti e ad essere più partecipi dei contenuti delle pubblicità” ci spiega Caterina Garofalo, Presidente di Ainem.

Il neuromarketing consente ai professionisti del marketing di accedere ad una serie di informazioni basate su dati, che potranno essere poi utilizzate per migliorare l’esperienza dei clienti, creando pubblicità più mirate per i diversi target, e con tassi di conversione maggiori.

Il neuromarketing è un approccio applicabile a tutti i touch point tra brand e cliente, non solo all’advertising e al branding, ma anche al retail design e al packaging, fino ad arrivare al pricing e allo studio delle attività promozionali ” – conferma Luca Florentino, CEO di Ottosunove, uno degli organizzatori di CERTAMENTE , l’evento italiano sul neuromarketing, di cui si è appena conclusa la terza edizione a Milano. Due giornate di approfondimento, durante le quali è emerso quanto il neuromarketing costituisca una chiave di svolta per apportare vantaggi al business.

Perché se è ormai chiaro che i processi decisionali e di acquisto sono in buona parte influenzati da dinamiche non consce, altrettanto evidente è la necessità di considerare, misurare e comprendere l’insieme di emozioni e di sensi che stanno dietro al decision making.

Neuromarketing e Digital Signage

Per quanto riguarda il Digital Signage, il neuromarketing può aiutare a:

  • Creare contenuto ad hoc per i diversi target di riferimento

I contenuti per il Digital Signage devono essere personalizzati per ciascun target, tenendo conto del sesso, dell’età, degli interessi, dei valori, della geografia, e così via. Non esiste una chiave adatta a tutti, ogni prodotto e target dovrà essere analizzato individualmente, per pianificare e implementare una strategia di contenuto vincente.

  • Migliorare l’esperienza multisensoriale

Un’esperienza multisensoriale può migliorare la percezione dei consumatori relativa ad un determinato prodotto o marchio. Ad esempio, un suono (o un profumo) piacevole nel negozio può generare un effetto positivo e farci ricordare o riconoscere un brand. Gli elementi dovranno essere coerenti con la tipologia di prodotto per essere efficaci e per non generare percezioni errate.

  • Ottimizzare le visualizzazioni e il tempo di attenzione

Di fronte ad uno schermo di Digital Signage, i clienti avranno tempi di permanenza e di attenzione diversi. Più interessante è il contenuto per un determinato gruppo target (ad es. a causa di informazioni esclusive e/o sconti speciali), maggiore sarà l’attenzione. Le tecniche di neuromarketing possono essere utilizzate per testare diversi contenuti di Digital Signage prima di distribuirli, garantendo un’esperienza positiva dei consumatori.

  • Usare le emozioni per rendere una pubblicità più efficace

Una pubblicità che produce una forte risposta emotiva può aiutare a creare una percezione positiva del brand, generando coinvolgimento e memorabilità. Le tecniche di neuromarketing possono essere utilizzate per valutare sia il percorso emotivo dei consumatori attraverso un annuncio di Digital Signage, sia l’impatto a lungo termine di quest’ultimo (settimane, mesi e persino anni dopo).

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