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Media façade nei musei: opere d’arte alla portata di tutti

Grazie all’utilizzo di tecnologie LED, video mapping e multimedia, le facciate di molti edifici si stanno trasformando. In primis per coinvolgere e attirare nuovi visitatori, ma anche semplicemente per raccontare qualcosa…

Così, anche molti musei stanno adottando le nuove tecnologie e le media façade per stare al passo con i tempi e per trasmettere le opere d’arte non soltanto all’interno, ma anche all’esterno dell’edificio e fondersi nel contesto urbano.

 

Qualche esempio di media façade nei musei…

Il Museo nazionale della storia e della cultura afro-americana, situato a Washington, prima ancora della sua apertura aveva deciso di proiettare 7 minuti di video sulla sua facciata per celebrare la fine dei lavori e l’inaugurazione ufficiale. Da lì in avanti, ogni occasione può far trasformare la facciata in un pannello promozionale sulle iniziative e le attività del museo stesso.

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Durante Vivid Sydney, il Festival delle luci della città australiana, il Museo dell’arte contemporanea australiana, ha scelto luci innovative e proiezioni ad effetto per l’installazione “Organic Vibrations”. In questo caso l’installazione e il museo si fondono in un tutt’uno!

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Lo scorso ottobre, durante il Blink Festival di Cincinnati, anche le facciate del National Underground Railroad Freedom Center e del Centro di Arte contemporanea si sono trasformate in installazioni multimediali.

 

Light Frieze: un progetto integrato nella facciata di un museo

Un bell’esempio europeo di questo nuovo modo di portare l’arte e la cultura al di fuori del museo nelle strade della città è il Light Frieze del Kunstmuseum di Basilea, in Svizzera. Un progetto pensato e realizzato dal team di ingegneria e design di iart e dagli architetti Christ & Gantenbein e che ha ricevuto diversi riconoscimenti.

Fin dall’inizio, invece di utilizzare banner, bandiere o schermi giganti, i progettisti hanno cercato una soluzione multimediale che potesse integrarsi nell’architettura dell’edificio e che, allo stesso tempo, facilitasse la comunicazione esterna del museo.

L’effetto del Light Frieze è dato dalla simbiosi di pietra e luce. Progettato per essere parte integrante dell’architettura, l’installazione ravviva la facciata dell’edificio attraverso parole ed elementi grafici. Agli occhi dello spettatore si presenta un gioco di luci e ombre che si sviluppa per tre metri di altezza circondando l’edificio a un’altezza di 12 metri sui sette segmenti di facciata, per una lunghezza totale di 115 metri.

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I sensori sul tetto dell’edificio determinano la quantità di luce che cade su ciascuno dei singoli segmenti della facciata e ne regola l’intensità di conseguenza. La riflessione sui mattoni dell’edificio crea una luce indiretta che può essere utilizzata per visualizzare sia il testo che la grafica. La scritta stessa cambia suggerendo diverse interazioni tra l’interno dell’edificio e lo spazio urbano. A seconda dell’ora del giorno o delle condizioni meteorologiche, l’effetto è diverso; quando il sole proietta un’ombra sulla facciata, il testo e la grafica sono chiaramente visibili, mentre in altre occasioni sono più in trasparenza.

Light Frieze dimostra che il desiderio di “mediatizzazione” e l’atemporalità dell’architettura non devono essere in contraddizione l’uno con l’altro: in questo caso l’elemento stilistico di un fregio è stato portato nell’era digitale senza rimuovere il suo contesto originale. Fornendo un elemento dinamico all’interno di un’architettura altrimenti statica, si crea inoltre l’impressione che il museo stesso sia una struttura dinamica. L’opera soddisfa l’esigenza di comunicazione del museo rendendo visibili le mostre e gli eventi direttamente sulla facciata dell’edificio. Il museo è così in grado di dare un’idea delle sue attività senza rivelare effettivamente ciò che è nascosto all’interno e attira l’attenzione dei passanti sulla visita dell’edificio.

L’utilizzo delle nuove tecnologie LED e multimedia per media façade e applicazioni architainment (architecture + entertainment) saranno tra i temi portanti di ILLUMINOTRONICA 2018, dal 29 novembre all’1 dicembre a Bologna

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