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Il lighting design per il benessere della persona

La luce oggi ha assunto, grazie allo sviluppo tecnologico e della conoscenza, un ruolo fondamentale nella costruzione del benessere delle persone. Non più mero elemento funzionale, oggi è strumento interdisciplinare per eccellenza nella costruzione di nuove forme di relazione tra l’uomo e il suo contesto vitale, e aiuta a ricostruire gli spazi della memoria, per esempio attraverso la valorizzazione dell’elemento storico-architettonico. Anche per questo oggi la luce è così amata e “usata” dagli architetti e dai designer.

La luce è un elemento vitale. No, è ancora di più: la luce regola la vita del pianeta terra fin dalla sua creazione, miliardi di anni fa. «Con la luce artificiale stiamo ancora imparando, sperimentando, in una fase ancora embrionale. Solo oggi ci si comincia a rendere conto, complice anche quanto scoperto sul ritmo circadiano e all’attività di ricerca premiata l’anno scorso col premio Nobel per la medicina, quale sia l’importanza di questo aspetto».

A parlare è Patrizia De Masi, architetto, lighting designer, project leader Photonika e presidente AILD (Associazione italiana lighting design), che introduce sul tema della “buona luce” e sull’importante apporto della scienza che può e potrà fornire. «In Italia spesso e volentieri la luce è considerata solo un prodotto da scegliere da catalogo. La velocità del mercato non aiuta certo a cambiare questo processo e gli architetti non si sono informati a sufficienza sul tema. Ma la luce va ripensata sulla base del benessere dell’individuo: questa è la vera efficienza, ovvero produrre innanzitutto un effetto benefico sulla persona. Altrimenti andremo incontro anche all’insorgenza di patologie».

Patrizia De Masi - AILD

Perché è importante parlare di human centric lighting?

Perché è un concetto che concepisce la luce progettata per mettere al centro la persona. Purtroppo però, come detto, non è ancora così: siamo ancora a livelli embrionali nell’approccio a questo tema. Troppo spesso la luce artificiale non rispetta diversi parametri di biocompatibilità. Di recente, però, abbiamo potuto notare un cambiamento rivolto alla qualità della luce. Ci sono anche molte realtà che stanno affrontando la questione con serietà, lavorando nella ricerca fianco a fianco alla comunità scientifica in modo da strutturare basi solide su cui progettare soluzioni di luce con parametri davvero biocompatibili.
Progettisti e industria stanno acquisendo consapevolezza e hanno cominciato a essere maggiormente recettivi su questi temi e sull’importanza del lighting design.

AILD come si sta muovendo sull’argomento?

L’abbiamo molto a cuore e personalmente ho voluto avviare un percorso dedicato agli architetti, intitolato Human Lighting Days: sono giornate in-formative in cui cerchiamo di far comprendere, a livello scientifico l’importanza della luce e la necessità di… maneggiarla con cura, con adeguata competenza: il lighting design è certamente una delle competenze che gli architetti devono possedere. AILD collabora anche per questo con ILLUMINOTRONICA con importanti risultati e siamo entusiasti che il tema della luce biocompatibile e della human centric lighting, fin dall’inizio nelle corde di questa manifestazione, sarà ripreso con tutte le nuove istanze e direzioni che sta assumendo nel settore.

Teatri Urbani Photonika 1 - Illuminotronica
Il progetto Teatri Urbani – Photonika, Codega 2017

La luce, vista nella sua accezione di portatrice di benessere, va legata sempre più a concetti affini alle neuroscienze. Come entrano in gioco nel trattare la luce e renderla a misura d’uomo?

Il comparto della progettazione e dell’industria devono per forza ascoltare il mondo della scienza e in particolare la fotobiologia. Quest’ambito scientifico che ha studiato e studia l’impatto della luce sulla vita terrestre ha manifestato pienamente tutto quello che dobbiamo sapere per cambiare il nostro modo di progettare e realizzare dispositivi d’illuminazione. È fondamentale quindi riformulare le premesse e ripartire dall’ascolto di questa scienza e da altri ambiti quali la foto endocrinologia e, ultimamente, l’optogenetica, una visione pionieristica della luce che afferma come il comportamento umano possa essere gestito con la luce artificiale. È certo che noi esseri umani ci siamo evoluti a partire da organismi unicellulari e l’ambiente dove si è verificato questo sviluppo è stato favorito dalla luce, oltre che dall’acqua, prima ancora dell’ossigeno. La luce, quindi, è parte della nostra essenza e fondamentale per la nostra esistenza: ne abbiamo bisogno, ma secondo determinati parametri. Ecco perché sono convinta che presto vedremo, accanto alle leggi che regolano la salubrità dell’aria e dell’acqua, anche disposizioni dedicate alla salubrità della luce.

Di lighting design e di Human Centric Lighting parleremo a ILLUMINOTRONICA. Vieni a trovarci a BolognaFiere dal 29 novembre al 1 dicembre 2018.

 

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