L’IoT non ha ancora finito di stupire

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L’ IoT cresce ancora. E lo fa supportato da dati che mostrano, quanto ormai «in qualsiasi ambito che presenti innovazione tecnologica sia una componente centrale. Dalla industria che voglia essere connessa e integrata, alla mobilità che desideri essere più sicura ed efficiente, fino alle città che ambiscano ad ascoltare i propri cittadini e siano in grado di soddisfarli con servizi su misura delle loro esigenze, fino alla sanità che sia davvero in grado di intervenire in modo rapido e preciso nella cura dei pazienti», ha sottolineato questa mattina Alessandro Perego aprendo il convegno “Internet of Things: connessi o estinti!”, di presentazione della ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano.

IoT, è l’anno degli smart speaker, delle startup e delle competenze

Comprendere la forza attuale dell’IoT è possibile anche dando qualche numero. Uno tra tutti, quello riguardante le vendite al minuto di home speaker registrate nel 2017: cinquanta prodotti. Un numero che si traduce in 40 milioni di assistenti vocali venduti nel mondo.

È stato anche l’anno delle startup, delle piccole imprese innovative che sviluppano una mole sempre più considerevole di soluzioni Internet of Things e che stanno conquistando in modo progressivo l’interesse dei grandi investitori internazionali, i quali hanno deciso di stanziare lo scorso anno 4,8 miliardi di dollari in finanziamenti, con una crescita del 30% rispetto al 2016.

Alla grande fiducia degli investitori corrisponde anche quella riposta dalle grandi imprese che stringono partnership con queste realtà innovative e spesso le acquisiscono, un trend mai così imponente come nel 2017. Solo Amazon, per esempio, ha investito un miliardo di dollari in due startup nell’ambito smart home.

Altro trend “caldo” in tema IoT ha a che fare con le competenze: il 47% delle aziende dichiara di non possederne alcuna o addirittura nessuna e spesso devono rivolgersi all’esterno, svolgendo una ricerca mirata di profili manageriali su misura. Nascono inoltre figure che integrano competenze IoT ad altre altrettanto importanti come la data analytics o la cybersecurity.

A questo si aggiunge anche un’altra tessera importante del mosaico Internet delle Cose: l’integrazione delle soluzioni. «Il 55% delle imprese censite ha integrato la propria soluzione IoT con altre componenti tecnologiche che permettono di ampliare la propria strategia e business. E qui entrano in gioco sempre più legami con l’intelligenza artificiale, con la blockchain, con la Realtà aumentata, con la valorizzazione di quei dati che si vanno a raccogliere dagli oggetti smart distribuiti», evidenzia Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio Internet of Things.

 

IoT, crescono anche smart building e smart home

Andando a vedere gli ambiti più rappresentativi del mercato IoT, la prima voce si conferma quella degli smart metering e smart asset management nelle utility, concentrando il 26% del totale e un valore di 980 milioni di euro nel 2017 (+3% rispetto al 2016). A crescere particolarmente sono i contatori gas (2,4 milioni installati), che si aggiungono agli smart meter elettrici di seconda generazione (1,8 milioni), la cui installazione è stata avviata nei primi mesi del 2017.

Con il 22% è la smart car al secondo posto per valore di mercato e 810 milioni di euro con oltre 11 milioni di veicoli connessi in circolazione.

Seguono le soluzioni di smart building, legate prevalentemente alla videosorveglianza e alla gestione degli impianti fotovoltaici, che coprono il 14% del mercato IoT (520 milioni di euro, +2% rispetto al 2016). Ma in termini di crescita percentuale è la Smart Home a farsi notare: pur rappresentando il 7% del mercato, e 250 milioni di euro, fa segnare un +35%. Bene anche il segmento smart city, con una crescita del 45% e un valore di mercato di 250 milioni di euro.

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Nel mercato italiano IoT crescono smart building, smart home e smart city

 

Smart retail, l’IoT è un alleato ideale per crescere

A proposito di smart retail, ovvero tutte le soluzioni tecnologiche applicate al negozio, è particolarmente importante in prospettiva la leva fornita dall’IoT. Piacciono già oggi le applicazioni relative alla proximity advertising (43%) e quelle per il rifornimento dell’area vendita (36%), mentre ancora indietro ma con ottime prospettive si posizionano le soluzioni di smart asset (9%), di riassetto vetrine (8%) e di prevenzione furti (4%). E in futuro il dato diventerà sempre più oggetto di interesse: prova ne è che il 47% dei retailer ha intenzione di avviare in futuro iniziative rivolte all’analisi dei dati. Ma non c’è solo questo aspetto a rappresentare un’opportunità, quanto la valorizzazione della mole di informazioni raccolte, dalla gestione dell’inventario a prevedere campagne sempre più efficaci, advertising e-commerce mirate e tanto altro ancora, anche grazie all’adozione dell’Intelligenza artificiale.

 

Di IoT e Smart Retail si parlerà anche a ILLUMINOTRONICA, dal 29 novembre al 1 dicembre 2018 a Bologna Fiere.