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Internet of Things, conosciamolo meglio

Internet of Things. Basta la parola ormai, tanto è divenuto un concetto globale, spesso e volentieri “di moda”. Ma cos’è veramente e soprattutto cosa non è? Fare chiarezza oggi sul termine, sulle opportunità e sui rischi legati diventa quindi basilare a tutti i livelli: aziende, professionisti, installatori. Illuminotronica fornirà l’occasione per conoscere e approfondire: in occasione della fiera, Fabio Gatti, ingegnere specializzato in telecomunicazioni ed esperto del settore, illustrerà il concetto e fornirà indicazioni utili sul tema.

Fabio Gatti esperto IoT Illuminotronica
Fabio Gatti esperto IoT a Illuminotronica

Com’è nata l’idea di approfondire il tema dell’Internet of Things a Illuminotronica?

Lo spunto per fare chiarezza sull’IoT è venuto dalla percezione, specie nell’ultimo anno, di un utilizzo molto ampio di questo termine, utilizzato praticamente ovunque, spesso come etichetta per fini di marketing finalizzata per sponsorizzare qualsiasi prodotto tecnologico in grado di comunicare. Tanto che ormai, più che di “Internet delle Cose” si dovrebbe parlare di “Internet per tutte le cose”….

In realtà non tutto è IoT: ci sono delle forme di comunicazione machine-to-machine già affermate sul mercato che però si limitano a una comunicazione locale.

 

Può fare un esempio?

Il tecnico che si collega al distributore di bevande e caffè da ufficio i dati di consumo con un cavo sul proprio laptop non è un sistema IoT, ma si tratta di una macchina in gestione remota tramite un terminale per fare manutenzione. Invece lo è un sistema tipicamente wireless di condivisione dei dati su un database remoto, per esempio un cloud, attraverso protocolli standard in modo che altri applicativi possano beneficiare dei dati stessi. Nel caso specifico potrebbe essere una ditta esterna che si collega al cloud per controllare i dati di consumo in modo da approvigionare la macchina e fare debita scorta di caffè.

 

Quando si parla di protocolli standard cosa s’intende e qual è la loro importanza?

Con protocolli standard s’intende la possibilità di far parlare tra loro macchine e applicazioni eterogenee. Un aspetto importante legato ai protocolli standard è la loro diffusione, ormai a livello globale: ciò significa che c’è un bacino di applicazione di sorgenti dati ampiamente sfruttabile già oggi.

 

Altro concetto spesso usato insieme all’IoT è Big data. Cos’è?

È un termine convergente all’internet of Things tanto quanto “Industria 4.0”. Big data è un termine molto in uso già da un paio d’anni, quando si è intuita la potenzialità e l’interesse nel leggere e sfruttare la grande mole di dati esistente. Il problema, allora, era la mancanza di sistemi standard per la condivisione. Oggi tutti gli oggetti connessi a internet generano moltissimi dati che potranno essere sfruttati debitamente nel prossimo futuro a livello globale. Al momento l’impiego avviene ancora a livello ristretto, non essendo stato ancora compreso il valore intrinseco rappresentato dal loro impiego su più ampia scala. Un esempio sono le smart city: ci sono molti casi di applicazioni nelle varie città legate al mondo IoT, uno di questi è lo smart parking. In molti casi i dati relativi sono utilizzati dal gestore del parcheggio per la tariffazione, per la disponibilità di posti e poco altro. Invece con la logica dei big data e di protocolli comuni di scambio dati, potrebbero essere impiegati da una terza parte per finalità completamente differenti e vantaggiose per tutti gli attori.

 

In sintesi quali sono vantaggi e limiti connessi con l’IoT?

Come tutti gli ambiti nuovi anche questo presenta opportunità e rischi, alcuni dei quali non ancora esplorati. Il primo rischio per le imprese è quello di farsi attirare eccessivamente dall’aspetto tecnico. Mi spiego: esistono molte aziende che reputano affascinante la connettività, ossia la capacità di un oggetto di scambiare dati. Personalmente, ritengo che questo sia il più grande pericolo perché in realtà dovrebbe attrarre il business insito in esso e l’idea di concepire un progetto specifico sostenibile finalizzato a sfruttare debitamente tali dati.

Altro punto delicato riguarda l’aspetto della privacy legata ad essi, non correttamente regolamentata. Spesso capita che gli utenti installino device senza l’esatta coscienza di quanto poi accade ai dati da esso generati. Si pensi, ad esempio, a uno smartphone. Per questo è determinante adottare protocolli standard di condivisione, aperti. La tecnologia si evolve molto rapidamente ed è suscettibile di continua evoluzione: se si adottano tali protocolli è possibile mantenere, tramite adeguati aggiornamenti, il progetto senza dover rifare tutto daccapo.

I sistemi IoT presuppongono, inoltre, elevate competenze e per un’azienda che voglia mettere in piedi un progetto relativo senza aver stabilito adeguate partnership con realtà competenti ognuna nel proprio settore implica contare su competenze interne molto variegate e non è detto che ci siano. Illuminotronica può fornire, in questo senso, un punto di incontro tra esperti di vari settori ed è molto utile in questo proposito in quanto un progetto IoT spinge alla collaborazione.

Cosa ci aspetta quindi a Illuminotronica?

Cominceremo con un intervento base sull’Internet of Things, spiegando tra l’altro quando e in che contesto è nato questo termine, cosa caratterizza un sistema IoT, lasciando poi spazio anche a domande e interventi dei presenti. Ci saranno poi altri due seminari caratterizzati da un maggiore dettaglio (Impostare un sistema IoT, 12/10, ore 15; Protocolli Long Range 13/10 ore 11) nel quale si entrerà più nello specifico dei concetti. Ci sarà anche la possibilità di approfondire e confrontarsi con gli interessati allo stand Tecnoimprese, entrando in dettaglio su casi di studio o esempi di interesse del visitatore.

 

Fabio Gatti e gli altri esperti ti aspettano a Illuminotronica per parlare di tecnologia e di molti altri temi: registrati subito, entri gratis!