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Come fare business con l’Internet of Things

L’Internet of Things è uno strumento abilitante al necessario cambio di passo del modo di fare business. Occorre però conoscere e avere volontà di innovare, concordano gli esperti

L’IoT determina cambiamenti tanto rapidi quanto ampi non solo a livello tecnologico, ma anche in senso più ampio. La stessa componentistica elettronica vive questo cambiamento, diventando più intelligente mediante la sensoristica e l’utilizzo dei dati (sempre più Big Data) raccolti per essere trasformati in soluzioni e servizi. Ma il vero cambio di passo è costituito da una diversa visione del modo di fare business e da una differente mentalità.
Lo hanno illustrato bene i relatori del talk show “Fare business con l’IoT”, organizzato a ILLUMINOTRONICA.

Internet of Things strumento per cambiare

Riccardo Della Martera, Technical Lead Relayr, ha sottolineato questo aspetto: “occorre provare a lasciarsi alle spalle la sicurezza offerta da un modo tradizionale di fare business, guardarsi intorno per vedere cosa si può fare e se non c’è lo si inventa”. Questa modalità di approccio che fonde competenze tecnologiche e umane alla creatività è una cifra stilistica di Relayr, il cui obiettivo è aiutare le aziende a migliorarsi, andando avanti e innovando.
Il modello seguito evidenzia il valore dell’Internet of Things, come “abilitatore per innovare. Ma prima di parlare di tecnologia occorre che l’azienda che si rivolge a noi comprenda in che direzione voglia andare, quali siano i problemi da risolvere, come migliorare il modello di business e, ancor più, la vita stessa delle persone”.

convegno fare business con IoT
Illuminotronica è stato un luogo ideale per spiegare come fare business con l’IoT

Di certo l’IoT aiuta a cambiare, a innovare e a migliorare; è da cavalcare “perché ci permette di raccogliere informazioni e di ampliare la conoscenza. Certo, tali informazioni, in forma di dati, vanno trattate, analizzate in modo intelligente per portare a risultati di business”.
Sull’IoT ci crede fermamente RushUp, startup nata nel 2017 e basata proprio sulle potenzialità insite nell’Internet delle Cose, “che ridefinisce gli schemi, anche della stessa elettronica, e rende necessaria una visione ecosistemica”, afferma Christian Raineri, Cofounder e Ceo. Tuttavia occorre avere uno sguardo ampio: “quando si parla di IoT si rischia di restare focalizzati unicamente sulla tecnologia, mentre invece occorre guardare alla soluzione, partendo da un problema. Sensori e processori sono puri strumenti per giungere al risultato”.

La vera portata rivoluzionaria dell’IoT

Dello stesso avviso è Maurizio La Porta, Principal Consultant di Engineering Ingegneria Informatica. “L’Internet of Things è l’evoluzione di tecnologia nata 20-30 anni fa nella automazione. La vera novità dell’IoT è la drastica riduzione dei costi: da qui la portata rivoluzionaria costituita dal fatto che la tecnologia non rappresenta più una barriera. Ma, pur importante, la tecnologia in sé non basta, è da intendersi come strumento che ci permette di avere accesso ai dati: sapere cosa fare con essi fa la differenza”.
Da qui l’importanza dei dati, “cui è possibile oggi avere accesso a una mole enorme. Ma serve capire come trarne vantaggio. Per avere giovamenti dall’IoT serve avere un programma di business e avere chiara cognizione di come le informazioni possono servire per conoscere meglio gli asset,
per prendere delle decisioni migliori
”. Posto che soluzioni e strumenti ci sono, “occorre comprendere insieme come impiegare tutta questa potenzialità perché diventi interessante per il business. Qui entra in gioco il system integrator, che porta tutte le competenze necessarie, hardware e software e business case, per giungere alla soluzione”.

L’utilità dell’Internet of Things per l’efficienza operativa

L’esperienza di CNH Industrial, testimoniata da Michele Abbondandolo, aiuta a comprendere ancora meglio quanto detto: “siamo nell’era dell’IoT, del digitale, ma l’uomo resta al centro del nostro business. Nel caso della manutenzione, grazie ai sensori si rende possibile all’operatore di prevenire il guasto, passando così da una manutenzione programmata a predittiva, in tempo reale, fino alla possibilità di manutenzione autonoma, cogliendo grazie alle informazioni ottenute quale sia il momento ideale per intervenire” senza arrestare la macchina ed evitando così blocchi e perdite economiche ingenti.
Quindi l’IoT diventa uno strumento importante per cercare di ottenere maggiore efficienza, ma anche per fare retrofit sulle macchine. Da qui entra di nuovo in gioco l’importanza della componentistica e della filiera relativa.