Human Centric Lighting: quando la luce mette l’uomo al centro

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Per anni abbiamo creduto che la luce potesse servire esclusivamente per vedere, sentirsi sicuri e sapersi orientare. Niente di più sbagliato!

La scienza con il tempo ha dimostrato infatti che gli effetti della luce sull’uomo non si limitano solo ad una questione visiva, ma incidono anche sulle funzioni cognitive, rendendo più energici, più vigili o più rilassati, a seconda degli impulsi dettati.

L’associazione Lighting Europe ha definito come “Human Centric Lighting” (HCL) quei sistemi di illuminazione che combinano effetti visivi, biologici ed emozionali della luce, influenzando il benessere e le prestazioni delle persone.

Benefici

La Human Centric Lighting assume un valore di primissimo piano in quegli ambienti in cui la luce gioca un ruolo centrale: ospedali, case di cura, scuole, sono tutti edifici in cui l’illuminazione la fa da padrone.
Può tuttavia produrre notevoli effetti benefici anche negli ambienti privati.

I benefici della HCL si distinguono in:
visivi: buona visibilità, comfort visivo, sicurezza, orientamento.
biologici: la vigilanza, la concentrazione, le prestazioni cognitive, il ciclo regolare di sonno-veglia.
emotivi: miglioramento dell’umore, eccitazione, rilassamento, controllo dell’impulso.

Leggi il nostro approfondimento sull’influenza delle luce sull’uomo e lo Human Centric Lighting.

Requisiti

Non basta però possedere determinati requisiti tecnici, come i comandi o i sensori che ne regolino il funzionamento. Per poter essere definito Human Centric Lighting, un sistema deve infatti garantire anche un’influenza nel nostro benessere quotidiano.

Alcuni degli aspetti tecnici che permettono la HCL sono:

  • l’illuminazione intelligente (uso di sensori e sistemi di controllo e pilotaggio)
  • il tunable white (nella variazione dell’intensità e della temperatura colore)
  • la personalizzazione, sulla base delle singole esigenze degli individui o degli ambienti.

La possibilità di essere il più possibile simile alla luce naturale, inoltre, è il principale termine di riferimento per giudicare la qualità della luce ed è dunque il primo requisito di valutazione della HCL; un secondo fondamentale requisito è la possibilità di regolare la luminosità in base alle attività che l’utente svolge durante l’arco della giornata.

Vantaggi e svantaggi

In media le persone trascorrono il 90% del loro tempo in ambienti interni; è evidente quindi l’impatto della luce artificiale nelle nostre vite, potendone influenzare l’umore, il modo di vivere il posto di lavoro e più in generale il nostro tempo.

Se è vero che l’illuminazione HCL può portare innumerevoli benefici nel nostro quotidiano, è vero anche che, se mal gestita, può causare effetti altrettanto negativi: se utilizziamo di sera una luce fredda, che è pensata per dare energia al mattino, riscontreremo più difficoltà nell’addormentarci.

Human Centric Lighting sì o no?

La definizione di “Human Centric Lighting”, non essendoci requisiti oggettivi, è molte volte utilizzata in modo improprio. Per essere HCL è necessario che i benefici in termine di benessere siano supportati da prove scientifiche basate sull’utente, adattando quindi il sistema alla persona specifica, alle sue abitudini e attività.

In una società frenetica e indaffarata come quella attuale, è necessario che la tecnologia contribuisca al benessere dell’uomo, o perlomeno intervenga là dove non arriva la natura. Così anche l’illuminazione, o meglio la Human Centric Lighting, dà il suo piccolo contributo nel nostro quotidiano, portando un po’ di sollievo nelle nostre vite caotiche.

Di tecnologie al servizio dell’uomo e di lighting si parlerà a LUMI EXPO.

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