Facility management per il benessere dell’azienda

Il facility management è un servizio che aiuta l’azienda e fa star bene le persone che vi lavorano quando soddisfa i reali bisogni della popolazione aziendale e rispetta i valori dell’organizzazione.

È una missione? Sì, la possiamo definire così, specie se è compiuta con passione, energia, attenzione, etica. Quella, per esempio, che pone Elisabetta Bracci e il network di Jump Facility, una giovane realtà con sede a Bologna che trae la sua forza dal concetto di lavoro di gruppo, dall’integrazione di competenze per il raggiungimento dell’eccellenza e del benessere aziendale. Il benessere dell’impresa passa attraverso vari servizi, che vanno dalla riorganizzazione di processo alla formazione, a servizi mirati al wellbeing in azienda, compreso anche un supporto tecnologico, attraverso l’applicazione di software per il facility & property management.

Cosa spinge un’azienda ad avere bisogno di un “facilitatore”? I motivi sono tanti e la relativa domanda crea un mercato potenzialmente enorme: uno studio dedicato evidenzia come il benchmarking legato al mercato del facility management nelle aziende private abbia sfiorato i 38 miliardi di euro nel 2016 solo per alcune categorie di servizio (pulizie, manutenzioni, ristorazione, portierato e gestione del verde).

Elisabetta Bracci Jumpfacility
Elisabetta Bracci, fondatrice di Jump Facility

Facility management, la parola alla testimonial

Ma, soprattutto, cosa porta una manager attiva in una delle multinazionali più importanti al mondo a decidere di lanciarsi in un’attività indipendente? «Jump Facility nasce sì da una mia idea, ma esiste perché tutti ci stanno mettendo il cuore», afferma la fondatrice, occupandosi di quest’ambito da molti anni. «Mi sono resa conto, facendo esperienza in contesti internazionali, che il facility management in molti Paesi è una disciplina strutturata anche come proposta universitaria, mentre in Italia non c’è un percorso di studio così strutturato. Spesso nel nostro Paese c’è un approccio generalista alla consulenza, ovvero chi è bravo a gestire i processi lo fa in qualsiasi ambito. La mia esperienza mi porta invece a pensare che l’one man show in determinati ambienti e situazioni, quali quelli di una azienda, non porti i risultati attesi».

Per questo il contatto di Elisabetta con professionisti specializzati è stata la naturale conseguenza che ha portato alla creazione di Jump Facility. Oggi il network conta su undici specialisti, di età variabile dai 30 ai 68 anni, tutti con una competenza provata e concreta, selezionati in base a un curriculum autentico e attraverso la conoscenza diretta della fondatrice. A distanza di un anno dalla nascita la formula innovativa funziona.

Qual è il presupposto su cui si fonda Jump Facility?

È una realtà che nasce da un concetto di business basato sull’apertura verso il prossimo, sulla disponibilità a collaborare, nell’essere pronti a investire sulla relazione con gli altri. Il benessere altrui è una conseguenza e un valore fondante della nostra realtà. Come siamo in grado di riuscirci? Da una parte attraverso l’esperienza e la competenza di chi compone il network, professionisti del più elevato livello nel rispettivo settore. Ma il presupposto fondante è: il gruppo è più della somma delle singole parti. È la performance “corale” che ottiene un risultato eccellente, proprio grazie al concetto di apertura e di contaminazione reciproca. Tutto questo si riflette sul cliente e sulla possibilità di liberare le sue energie da attività non core per potersi dedicare alla sua mission. Per non core s’intendono tutte quelle attività e servizi riguardanti: manutenzione, servizi generali, energy management, legale, eventi, design e smart office, logistica, sviluppo della forza vendita e del business online.

Quali sono i servizi offerti da Jump Facility?

Nello specifico offriamo la possibilità di aumentare le performance, ottimizzare i costi e liberare risorse, supportare la crescita e i processi di cambiamento, far crescere le persone con percorsi di formazione. Questo ci porta a dire che lavoriamo per soddisfare le esigenze aziendali, contenere le spese di gestione e aumentare l’efficienza, per adattarsi rapidamente ai cambiamenti di mercato senza mai perdere di vista l’importanza di un ambiente di lavoro di qualità, ovvero del wellbeing aziendale.

Il concetto d’integrazione come si declina in Jump Facility e che vantaggi offre?

Il beneficio è duplice: per il cliente e per l’associato. Chi è parte del team ha più opportunità di lavoro, può imparare ulteriormente dalla collaborazione che, attraverso la contaminazione, gli permette di avere più idee e possibilità di business.

Dal punto di vista del cliente significa contare su un prodotto/servizio completo sotto tutti i punti di vista, indipendentemente da quante persone concorrano per crearlo, in grado di fornire più valore rispetto a quello dato da tanti professionisti coordinati dal cliente.

Riferirsi con un unico interfaccia è un valore aggiunto, ma tutti ci mettono la faccia, operando in un network integrato in cui tutti operano al più alto livello.

Reid Hoffman, co-fondatore di Linkedin in uno dei suoi libri affermava che “con un alleato vero, non tieni il conto, cerchi di investire il più possibile nell’alleanza”. Il network, l’integrazione si basa su questo concetto, sulla cross-contaminazione ed è ciò che garantisce un prodotto migliore al cliente. In questa reciproca azione si lavora per offrire di più e meglio e conseguendone la piena soddisfazione dell’interlocutore. Io svolgo il ruolo di network manager del team, ma è il gruppo che si auto alimenta e che si è proposto da subito di firmare un codice etico per stabilire regole certe tra noi e verso il committente.

Quanto conta nella vostra attività l’innovazione tecnologica?

Noi ne abbiamo fatto una delle nostre offerte, declinata attraverso l’energy management e le nuove tecnologie, e un approccio 4.0 al Facility Management rappresentato dall’uso di software per il facility & property management. Il Network ha deciso di non legarsi a nessuna software house proprio perché la nostra missione è quella di supportare il cliente nella scelta ed implementazione dei migliori strumenti per le sue esigenze specifiche. Questi software infatti vengono in aiuto del professionista in azienda per attuare il controllo, il monitoraggio e prendere decisioni strategiche sotto il profilo della customer satisfaction, della predittività, della risposta agli adempimenti normativi e di sicurezza, stabilendo da subito un rapporto chiaro col cliente e diminuendo possibili malintesi, mantenendo traccia di tutto. Inoltre tramite l’applicazione di software si è in grado di tenere traccia di tutti i passaggi, di svolgere studi che permettono di conoscere meglio, attraverso i dati, i propri clienti, impianti, servizi.

Il network Jump Facility

  • Elisabetta Bracci – fondatrice e network manager: consulente direzionale / organizzativo e formatrice, specialista in ambito facility e general services
  • Alessandro Zaccagni: project manager in ambito formazione e coaching, per L.A.M. Consulting SB
  • Andrea Angelini: energy manager, specialista per il risparmio energetico e l’innovazione tecnologica
  • Fatima Carbonara: consulente, specialista in ambito amministrazione, contabilità e tesoreria
  • Gabriele Casadei: consulente direzionale / organizzativo, specialista in ambito logistica e trasporti, per Lewitt Associati
  • Gianluca Betti: consulente, specialista in grafica e strumenti di visual management
  • Maria Grazia Mazza: avvocato, specialista in diritto per l’edilizia e l’ambiente
  • Mattia Monti: architetto, specialista in smart office e interior design
  • Paola Salodini: personal partner, specialista in organizzazione eventi
  • Riccardo Ragni: consulente, specialista in sicurezza e ambiente
  • Valerio Pianella: consulente, specialista in social media e SEO, per Vendi24

 

Il concetto di integrazione sarà uno dei temi trattati durante ILLUMINOTRONICA.

Vieni a trovarci a BolognaFiere dal 29 novembre al 1 dicembre 2018.

 

Ti potrebbero interessare anche:

Il lighting design per il benessere della persona

Il system integrator in un mercato che cambia

Il futuro dell’integrazione: le competenze verticali degli specialisti