Enea per l’illuminazione efficiente

«Stiamo andando in direzione di una edilizia cosiddetta Nzeb (Nearly zero energy building, edifici a energia quasi zero) con consumi e richieste energetiche tendenzialmente sempre più basse: in questa direzione il ruolo dell’illuminazione e il suo peso specifico diventerà sempre più determinante nel risparmio energetico. Quindi il miglioramento dell’efficienza nell’illuminazione è un punto molto importante». Ad affermarlo è Luciano Terrinoni, ingegnere e responsabile del servizio Riqualificazione energetica degli edifici dell’Unità tecnica efficienza energetica (Utee) dell’Enea.

L’Agenzia nazionale è il più autorevole riferimento per quanto riguarda la promozione e lo sviluppo dell’efficienza energetica e opera a supporto del ministero dello Sviluppo economico. Il suo contributo si declina in vari ambiti, da quello strettamente di ricerca alla parte operativa, come la stesura dei decreti relativi e delle politiche incentivanti (ecobonus e le altre detrazioni) utili a generare e aumentare l’efficienza energetica specie in edilizia, notoriamente energivora. «In questo settore l’innovazione è fondamentale in termini non tanto di ricerca diretta, che comunque si fa all’interno dell’Agenzia nazionale, quanto a gestire, analizzare e supportare idee, studi e sperimentazioni di tecnologie, materiali e soluzioni utili a questo scopo», spiega Terrinoni.

Vediamo allora quale valore ha l’innovazione nell’efficienza energetica specie nell’edilizia residenziale e come si concretizza, nello specifico, il lavoro di Enea.

Luce e ricerca: LED e OLED

«L’evoluzione della luce va sempre più verso l’efficienza energetica. Oggi in questo senso le prestazioni più interessanti si hanno con i LED e gli OLEDorganic light emitting diode, diodi emettitori di luce realizzati con materiali organici, cioè con molecole contenenti carbonio», afferma Paolo Tassini, ingegnere e ricercatore Enea.

Questi due tipi di sorgenti luminose assumeranno sempre più importanza: i LED già al presente e nel prossimo futuro, i diodi organici ancor più nella prossima decade, pur con le loro peculiarità e differenze. «Diversamente dai LED, i diodi organici nascono come superfici bidimensionali anche molto estese (allo studio ci sono installazioni anche da 1 mq). Inoltre sono più affini alla luce naturale, è facile predisporne l’intensità luminosa a seconda dell’ambiente e delle necessità, possono essere sviluppati OLED che sono trasparenti quando sono spenti, così come possono essere flessibili e pieghevoli preparandoli su opportuni substrati plastici.

Si stanno cioè aprendo soluzioni d’impiego innovative e complementari a quelle dei LED. Un aspetto su cui stiamo lavorando nel Centro ricerche Enea Portici è l’integrazione degli OLED in settori applicativi diversi, oltre all’illuminazione di ambienti e studiamo gli OLED insieme ad altri tipi di dispositivi organici in vari settori, dall’elettronica alla sensoristica».

Enea, tra l’altro, è capofila di un grande laboratorio pubblico/privato, Tripode: un medium tra ricerca e possibilità di scalabilità commerciale grazie al fattivo partenariato con realtà industriali interessate ad integrare queste tecnologie nelle proprie linee di prodotti. In tema di efficienza energetica «la diffusione dei LED in questi anni ci fa e farà risparmiare moltissima energia. Il Dipartimento dell’Energia statunitense valutava un risparmio energetico di oltre il 75% ottenibile con la sostituzione delle luci tradizionali con i light emitting diode e, poi, con i diodi organici», ma è l’integrazione in ambito building automation l’aspetto che offrirà risultati ancora più interessanti: «Si lavora alla opportunità di introdurre elementi di comunicazione tra le lampade stesse in modo da renderle sufficientemente smart, potendo programmare l’accensione dove, quando e come serve davvero. L’interazione intelligente tra l’occupante e il resto dell’ambiente è sicuramente una strada da percorrere con sempre maggior convinzione e i sistemi illuminanti entrano in gioco in tutto questo».

Luce ed efficienza energetica

Anche in questo caso Enea svolge attività di informazione, come pure sulla ricerca condotta all’interno dei propri centri di ricerca, per esempio diffondendo attività su LED e OLED. «Inoltre, nell’Unità tecnica efficienza energetica c’è un gruppo specializzato nello studio relativo all’implementazione di soluzioni di illuminazione vocate all’efficientamento energetico – spiega Tassini – Ma in generale il lavoro dell’Agenzia è mirato anche a far comprendere, al pubblico, alle imprese ed agli enti pubblici, le soluzioni più indicate, per esempio, per usi domestici, in uffici e in ambienti lavorativi, per usi stradali».

Tra gli ambiti di ricerca sulla luce, un aspetto anch’esso considerevole è quello in ottica Human Centric Lighting, con idee e progetti di illuminotecnica sempre più indirizzati al benessere delle persone, «che passano perfino attraverso una migliore illuminazione delle piante presenti all’interno degli ambienti domestici e lavorativi» illustra l’esperto Enea.

Il futuro come si prospetta per il lavoro degli installatori con gli OLED? «Con i diodi organici occorrerà pensare a dispositivi di installazione completamente nuovi, per poterne sfruttare al meglio le peculiarità, prima tra tutte la grande area emissiva. Ma il futuro è chiaro, basta considerare le previsioni di mercato per questo tipo di sorgenti, che stimano un mercato potenziale da 2 miliardi di dollari circa attorno al 2025. Quindi, il ruolo dell’installatore si evolverà dall’aspetto prevalentemente operativo a uno più complesso, proprio per sfruttare e disporre correttamente la superficie illuminante. Immagino il suo ruolo più vicino, per certi aspetti, all’architetto di ambienti. La formazione sarà determinante in questo senso».

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