Linkedin Icon
Facebook Icon
Facebook Icon

Tecnologie immersive, un modo nuovo per vivere la realtà

A Tokyo e a Helsinki lo spettatore può vivere esperienze d’arte immersive, grazie alle più recenti tecnologie. Una possibilità da sfruttare anche nel retail.

Le tecnologie digitali stanno reinventando il modo con cui ci approcciamo alla realtà, persino fruire l’arte, permettendo di viverla in modo totale. Come? Per esempio, potendo stare in una sala che si trasforma in un giardino pieno di fiori, potendoli addirittura… accarezzare. Oppure venendo avvolti da cascate di luce. Tutto questo permette allo spettatore di vivere emozioni incredibili e impensabili solo pochissimi anni fa. È ciò che accade al MORI Building Digital Art Museum: TeamLab Borderless, a Tokyo, il primo museo al mondo totalmente digitale. Una realizzazione colossale dal punto di vista tecnologico, con 520 computer e 470 videoproiettori collegati. Per due anni i 400 membri del collettivo TeamLab, costituito da creativi, artisti, ingegneri, matematici e scienziati, hanno lavorato insieme all’installazione permanente. Non solo: hanno portato le loro idee anche nel museo di arte AmosRex a Helsinki, in Finlandia, nella mostra Massless, dove le immagini vengono proiettate da 118 videoproiettori Epson, mentre altri 17 vengono utilizzati per scopi informativi e di cartellonistica in diverse aree del museo. A raccontare come sia stato possibile creare questi autentici miracoli hi-tech è Carla Conca, Business Manager Epson.

L’appuntamento per scoprire di più su Tokyo ed Helsinky e sulle tecnologie immersive è ILLUMINOTRONICA, venerdì 30 novembre a BolognaFiere, al talk show Design & Retail

«Alla base del museo giapponese e dell’evento finlandese c’è una base creativa fondamentale e imprescindibile; la tecnologia è uno strumento importante che oggi permette questo tipo di realizzazioni, un po’ come i pennelli hanno permesso e permettono ai pittori di creare opere d’arte. Ma in questi casi, per la creazione artistica è stato necessario un lavoro di progettazione e integrazione di competenze, oltre che di soluzioni tecnologiche che hanno reso possibile l’attuazione, dall’artista all’ingegnere, al system integrator».

Arte senza confini grazie alle tecnologie immersive

Borderless, ‘senza confini’, richiama proprio le potenzialità infinite dell’immaginazione, caratteristica essenziale dell’uomo, che si lega però alle possibilità offerte dall’innovazione tecnologica, nella quale l’Internet of Things svolge un ruolo importante. Il museo giapponese è uno spazio nudo completamente vestito da immagini e filmati digitali, ma oltre che virtuale, è anche materico: in alcune stanze sono presenti installazioni mobili che reagiscono al tatto. «Il sistema è immersivo e anche interattivo in alcune aree, grazie ai sensori installati che permettono di creare una reazione a quanto fanno le persone all’interno dell’ambiente. Oltre alla sensoristica diffusa, è impressionante pensare alla batteria di server che elaborano flussi continui d’immagini su pareti e superfici. Tutto è gestito in un mapping molto complesso che richiede una capacità di elaborazione impressionante, il tutto in tempo reale. Oltre a essere sofisticato, questo apparato tecnologico è versatile: infatti, potrà essere impiegato per altri contenuti, sfruttando l’hardware già presente».

Il Mori Building Digital Art Museum è imponente anche per le dimensioni: circa 10mila metri quadri, strutturati su più piani e suddivise in aree tematiche. Oltre che impressionante, è quindi un modello economico sostenibile nel medio e lungo periodo.

MORI Building Digital Art Museum
Il MORI Building Digital Art Museum: TeamLab Borderless, a Tokyo, il primo museo al mondo totalmente digitale.

Ma quali sono le impressioni di chi l’ha visto dal vivo l’installazione? «I colleghi che hanno visitato del museo giapponese, pur essendo abituati al potenziale dei nostri proiettori e in generale alla tecnologia, sono rimasti letteralmente sbalorditi dall’esperienza e affascinati dal totale coinvolgimento che offre», racconta la manager Epson.

Tecnologie immersive, dal museo allo smart retail

A proposito delle soluzioni adottate, stiamo parlando del meglio oggi esistente sul mercato in termini di novità tecnologiche: solo per quanto riguarda i videoproiettori Epson sono stati utilizzati modelli con sorgente luminosa laser 3LCD, 4K nativo, ottica ultra-corta e lampade 3LCD. «Sono soluzioni standard cui sono state montate ottiche, la cui caratteristica peculiare è di avere offset uguale a zero: offrono così la possibilità di proiettare immagini dal pavimento al soffitto senza necessità di sdoppiarle, semplificando la gestione e abbattendo i costi», spiega Conca.

Carla_Conca
Carla Conca, Business Manager Epson

Sottolinea anche un altro aspetto: «attualmente ci troviamo di fronte a una nuova era per quanto riguarda l’integrazione dei sistemi. Finora la focalizzazione era sull’hardware, oggi ci si è resi conto che l’infrastruttura è solo lo strumento che permette la realizzazione di un progetto, di un contenuto; a fare la differenza è la giusta combinazione tra la scelta degli impianti in funzione del contenuto pensato per un determinato spazio secondo specifici fini».

Questa combinazione virtuosa, resa possibile dalla sinergia tra persone e tecnologie, apre a possibilità finora inesplorate, permettendo per esempio di realizzare esperienze immersive anche nel mondo dello smart retail con grandissime prospettive. Come conferma la manager Epson: «la customer experience è ormai fondamentale per molte categorie».

Smart retail, customer experience, immersive technology, sono temi sviluppati a ILLUMINOTRONICA: iscriviti ora, è gratis