Audio video in Italia, l’Home Entertainment cresce

Audio video in Italia, l’Home Entertainment cresce

Sempre più digitale, ma il prodotto fisico è ancora protagonista: il mercato audio video dell’Home Entertainment in Italia mostra ancora il ruolo prevalente di Dvd e Blu-ray sul digitale. Nel complesso il mercato è in ottima salute, con un fatturato di 381,5 milioni di euro nel 2016, in crescita del +4% rispetto all’anno precedente. È la fotografia scattata da Univideo nel rapporto dedicato.

Il prodotto fisico, come detto, rappresenta la fetta più grande del mercato Home Video e chiude il 2016 con un fatturato di 299 milioni di euro. In forte ascesa però è il digitale, che costituisce l’autentico driver di crescita, con un mercato da circa 82,5 milioni di euro di fatturato.

 

Home entertainment, gli acquirenti audio video

Ma quanti sono gli acquirenti di prodotti d’intrattenimento domestico in Italia? I dati raccolti dall’indagine condotta da Gfk per Univideo registrano nel 2016 in Italia 5,6 milioni di persone, pari al 10,8% della popolazione over 14 che hanno acquistato almeno un prodotto Home Entertainment, generando un fatturato pari a 381,5 milioni di euro. Di questi, 4,2 milioni hanno acquistato un prodotto fisico, mentre poco meno di 2 milioni hanno acquistato un prodotto digitale. Segnala sempre Univideo che

“la maggioranza del parco, pari 3,6 milioni di acquirenti, si conferma esclusivista del formato fisico, ovvero non ha mai acquistato in digitale nel corso dell’anno. Anche il digitale, in misura ridotta, ha una sua quota di esclusivisti pari a 1,4 milioni di individui. Il 10,2% del parco acquirenti ha sovrapposto i due formati, acquistando sia prodotto fisico che digitale”.

 

Dvd batte Blu-ray, ma…

Il Dvd rimane il formato prediletto dagli italiani, generando il 74% del valore totale e contando su un giro d’affari pari a 156 milioni di euro. Il Blu-ray rappresenta più di un quarto (26%) del valore delle vendite e risulta in crescita in volume, sviluppando un giro d’affari pari a 55 milioni di euro.

Per quanto riguarda i generi, i film si confermano il genere principale del mercato, con il 57% del fatturato totale, seppure in calo (-8,2% a valore; -6,3% a volume) rispetto al 2015. L’animazione è il secondo genere per importanza, col 22% del fatturato totale, pur essendo anch’esso in calo (-7,3% in volume; -5,2% in valore). Un genere in crescita è invece quello delle serie TV, con un trend crescente anno dopo anno (+7,7% in volume; +9,8% in valore) e rappresentando il 12,2% del fatturato totale. Le serie TV piacciono sia su Dvd sia in Blu-ray, come testimonia il trend di vendite in crescita sia nel primo che nel secondo formato.

I negozi specializzati in intrattenimento, seppure in calo, hanno una grande rilevanza per quanto riguarda le vendite di Dvd, insieme alla Gdo che però viene superata quale canale di vendita dall’e-commerce. Nel caso del Blu-ray più della metà del fatturato passa attraverso i negozi specializzati in tecnologia, che costituiscono tra l’altro il canale più importate per i prodotti novità.

I canali di vendita Home Entertainment

Per quanto riguarda i canali di acquisto dei supporti audio video Dvd e Blu-ray, quelli tradizionali rappresentano l’area di business più importante con un fatturato nel 2016 pari a 211 milioni di euro (in calo del 6,2% rispetto al 2015) e sono tornati ai livelli del 2013/2014, confermandosi un’area in sostanziale stabilità sul lungo periodo. L’edicola con 60 milioni, pur rimanendo il secondo canale di vendita, risulta sempre meno di riferimento: nel 2013 registrava un fatturato da 80 milioni di euro e l’erosione di popolarità è proseguita anche nel 2016, evidenziando un calo del 15,5% rispetto all’anno precedente. Infine, il noleggio chiude con 28 milioni di euro di fatturato nel 2016 e una flessione del -22,2% rispetto al 2015 a causa anche della crescente competizione col noleggio digitale.

Sempre per quanto riguarda la voce vendita, escludendo l’edicola, i negozi specializzati in tecnologia sono il canale principale di vendita, ma segnano il passo. È forte la flessione registrata nel confronto tra 2016 e 2015: -14,0% a volume e -14,4% a valore. Subito dietro, il canale e-commerce conferma la tendenza positiva in atto negli ultimi anni.

 

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